TERRE-MOTI Visioni Sotterranee / Resistenze Quotidiane

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21 Marzo La rivoluzione Ciudadana del buon vivir dell’Ecuador
27 Marzo Chi comanda Roma?
28 Marzo ALBA: dieci anni del processo latinoamericano per la costruzione di un’area anticapitalista in America Latina
30 Marzo La rivolta di Gezi Park

Durante il ciclo di incontri sarà possibile visitare le mostre fotografiche:
“Il cammino verso la verità, testimonianza del disastro ecologico in Ecuador ad opera della Chevron-Texaco”
“La rivoluzione in Nicaragua attraverso i murales”
“Immagini in movimento dal Salvador”

Siamo giunti alla seconda edizione dell’evento promosso dal centro sociale Spartaco e dal laboratorio Nung “Terre-Moti-Visioni sotterranee/resistenze quotidiane”.
Prosegue l’ approfondimento, lo studio ed il confronto fra alcune fra le più significative esperienze di lotta sparse in tutto il mondo che hanno saputo mettere al centro della loro azione e del loro ragionamento il nesso esistente fra conflitto e trasformazione del territorio in funzione dei diritti sociali, ambientali e di cittadinanza.
La crisi economica ha sconvolto l’intero pianeta favorendo nazionalismi, guerre ed impoverimento. Ha evidenziato e reso insopportabili le contraddizioni insite in un modello economico liberista che attraverso il ricatto del debito cancella diritti ed esistenze.
Allo stesso tempo si sono aperte nuove opportunità e abbiamo assistito a nuovi tentativi che hanno saputo rilanciare una nuova idea di sviluppo basata sulla solidarietà e la cooperazione proprio a partire dai territori, cioè laddove le logiche del profitto e della finanza sono sentite con più intensità e pervadono l’intera vita sociale di cittadini e popolazioni.
Attraverso immagini, storie, visioni e protagonisti diretti, si cercherà di analizzare e definire i tratti principali della categoria “conflitto” partendo dal presupposto che vede nel territorio, nel locale, lo scenario principale e allo stesso tempo il fattore qualificante oggetto della capacità dei conflitti di incidere sul presente per poter ridisegnare un futuro sostenibile e giusto per tutti.
Questo secondo ciclo di incontri si soffermerà su 4 esperienze significative. La rivoluzione Ciudadana in Ecuador, con il suo rifiuto ai diktat del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale e la sfida alle multinazionali del petrolio per difendere il territorio e le risorse ambientali, l’ALBA, un’alleanza basata sulla cooperazione, la solidarietà e la dignità dei popoli dell’America Latina per contrastare l’imperialismo statunitense e il ricatto del debito, Gezi Park, resistenza metropolitana nata dal basso che dalla difesa di un parco pubblico ha saputo sferrare un’aspra critica al sistema economico, alla mancanza di diritti e alla corruzione in Turchia, e per concludere “Chi comanda Roma?”, una ricerca dettagliata ed illuminante della giornalista Ylenia Sina su i grandi poteri economici che hanno plasmato negli ultimi anni lo sviluppo della città di Roma.
La resistenza “dal basso” in atto nelle periferie delle grandi città del mondo è invisibile, nessuno la porta in scena ma è proprio lì, nei luoghi del disagio sociale e delle marginalità più profonde che bisogna ricercare i semi del cambiamento e le formule per attuarlo, gli spunti e gli stimoli per continuare a credere con forza che “un altro mondo è possibile”.
GARAGEZERO nasce nel 2011 dal recupero dei locali sotterranei di via Treviri, zona Quadraro, abbandonati al degrado da più di 46 anni. E’ uno spazio liberato ed autogestito destinato alle arti figurative e contemporanee. Si propone di trasformare, attraverso la creatività e la potenza dell’espressione, un territorio, un quartiere.
Laboratorio NUNG, è un’esperienza che nasce nell’ottobre del 2013, su iniziativa del centro sociale Spartaco, che ha l’obiettivo di mettere in connessione ragionamenti, competenze e problematiche comuni all’Università di Tor Vergata e al territorio del VII Municipio.

Centro sociale Spartaco, Laboratorio Nung

Ingresso libero
Sarà in funzione cocktail bar e infopoint

http://www.garagezeroproject.wordpress.com fb:garage zero
http://www.laboratorionung.wordpress.com fb: nung giungla    www.spartaco.it

21/3/14
“SOSTENIAMO LA CAMPAGNA CONTRO IL DISASTRO AMBIENTALE PROVOCATO DA CHEVRON-TEXACO NELL’AMAZZONIA EUADORIANA”
+ h 17:00 apertura mostra fotografica: “Il cammino verso la verità, testimonianza del disastro ecologico in Ecuador ad opera della Chevron-Texaco;
+ h 17.30 proiezione del video “dichiarazione Campesinos al palazzo di vetro dell’Onu”;
+ h 18:00 dibattito.

Durante il dibattito interverranno:
-Assunecit
-Red de amicos de la rivolution ciudadana
-Fernando Chavez, Console dell’ambasciata in Italia dell’Ecuador
-Cinecittà Bene Comune
Coordina Laboratorio Nung

La rivoluzione Ciudadana in Equador è sicuramente uno degli eventi più interessanti e allo stesso tempo meno conosciuto che si è verificato negli ultimi anni nel panorama internazionale. Con la presidenza Correa il paese è infatti riuscito ad effettuare una svolta profonda rispetto ad un passato legato fortemente all’ingerenza americana. Una rivoluzione civile che ha saputo mettere al centro del suo impegno la lotta al divario fra ricchi e poveri, l’educazione e la sanità gratuita per tutti, il rifiuto del debito ed il contrasto all’azione delle multinazionali del petrolio. Abbiamo incontrato il ministro degli esteri ecuadoregno Patino al centro sociale “El Che” di Tor Bella Monaca e ne siamo restati profondamente colpiti. Alla domanda del perché un’alta carica dello stato come il Ministro avesse deciso di incontrare come prima tappa il popolo italiano proprio in un centro sociale, Patino ha risposto che “io vengo dalla gente e dal sociale e per questo rimarrò sempre fra la gente e nel sociale”. In questa frase si racchiude il senso di quello che sta accadendo in Ecuador, dove il Governo Correa, appoggiato da un consenso popolare larghissimo, ha deciso di espellere la multinazionale Chevron-Texaco accusandola di disastro ambientale nell’Amazzonia ed ha inserito nella costituzione il diritto ambientale e alla natura. La rivoluzione Ciudadana ha poi una particolarità alla quale guardiamo con interesse ed entusiasmo e cioè quella di un movimento reale nato dal basso che vede nella spinta dei comitati, delle associazioni e delle comunità locali l’essenza del cambiamento.

27/3/14
CHI COMANDA ROMA? Palazzinari, banche e stampa: un sistema di potere che tiene in pugno la Capitale

Ore 18 dibattito
Interverranno:
Ylenia Sina, autrice del libro
Antonello Sotgia, urbanista
Aldo Pirone, Comunità Territoriale VII Municipio
Massimo Corridori, Cinecittà Studios

rete territoriale Cinecittà Bene Comune

Coordina Marco Bucci, Nung

Chi comanda Roma? è una ricerca dettagliata ed illuminante della giornalista Ylenia Sina, edita per Castelvecchi Editore, nella quale si cerca di indagare il legame esistente fra banche, palazzinari e stampa e come questo riesca a influenzare fortemente lo sviluppo della città di Roma. L’autrice, attraverso numerose interviste rivolte a personaggi del mondo della politica (gli ultimi 3 Assessori all’Urbanistica del Comune di Roma, Morassut, Corsini e Caudo) e ad esperti, è riuscita a ricostruire gli anni dell’amministrazione Rutelli e del Giubileo, quelli di Veltroni e del Piano regolatore dei Palazzinari fino all’evidente fallimento della giunta Alemanno e all’ascesa di Marino. Un unico filo conduttore unisce questi anni e cioè la prepotenza dei poteri forti che, grazie alle connivenze della politica e ad un intreccio fortissimo fra mondo della finanza e dei media, hanno letteralmente plasmato lo sviluppo della città in funzione del profitto e della speculazione. Abbiamo voluto fortemente presentare questo libro perché all’interno del nostro territorio subiamo pesantemente le conseguenze di questo sistema di potere che vede nella centralità di Romanina, nell’opera faraonica dello stadio del nuoto di Calatrava, nello smantellamento e la cementificazione degli studi cinematografici di Cinecittà i simboli della speculazione e del profitto privato. Pensiamo che studi e ricerche come questa possano diventare strumenti utili a disposizione e a sostegno delle innumerevoli realtà ed esperienze nate dal basso che quotidianamente si battono sui territori della nostra città. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un nuovo modello di sviluppo basato sul rispetto dei beni comuni che sappia spezzare e sconfiggere il dominio di banche e palazzinari.

28/3/14
ALBA Dieci anni del processo latinoamericano per la costruzione di un’area anticapitalista in America Latina

“….Le nostre frontiere non sono confini geografici, sono frontiere di classe, sono frontiere rivoluzionarie, sono frontiere ideologiche!….”
Coordina e introduce Nung
Interverranno:

_-Davide Angelilli. Di ritorno dall’ America Latina come osservatore internazionale dell’elezioni per il FMLN in Salvador.
– Massimo Angelilli. Di ritorno dal Nicaragua. Associazione Italia- Nicaragua, circolo Leonel Rugama di Roma.
A seguire aperitivo con selezione musicale dal continente Latino.
In America Latina, da una fase di resistenza all’imposizione di politiche neoliberiste, si è passati al processo per la costruzione di un’area anticapitalista e antimperialista. Le organizzazioni in difesa dei beni comuni, i movimenti sociali e i movimenti politici, si sono uniti attorno a un progetto comune, includente e con ampia partecipazione. La lotta sociale e culturale, mossa dalla considerazione che il vero potere popolare radica nella coscienza organizzata delle comunità ( urbane come rurali), ha consentito di conquistare e conservare l’egemonia politica, portando i paesi ad andare oltre la sola critica del sistema attuale, fino alla realizzazione di alternative. Alternative che, seppur parziali, sono comunque reali.
Nasce in questo quadro l’ALBA, un’integrazione regionale a cui partecipano, con Cuba, alcuni dei governi che furono eletti proprio per supportare la lotta popolare contro l’ingiustizia del modello neoliberista e per attuare importanti trasformazioni strutturali . I princìpi centrali dell’integrazione sono l’autodeterminazione dei popoli, la collaborazione e la solidarietà, che si concretizzano nelle politiche di commercio solidale e di cooperazione economica orientate all’eliminazione delle disuguaglianze dentro e tra i paesi. In questi primi dieci anni di vita, infatti, l’ “Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra America” ha proposto un modello di cooperazione internazionale e di sviluppo diverso da quello capitalista, che ha permesso ai paesi di raggiungere importanti risultati nella lotta per la giustizia sociale.
Nel corso dell’ incontro avremo modo di analizzare come si sviluppa laggiù, nell’orizzonte ultimo della costruzione di un’area anticapitalista, l’azione politica nelle fabbriche, nelle scuole e nei quartieri. Ma parleremo anche di come si articola la reazione delle oligarchie e dell’imperialismo, del tentativo di golpe venezuelano e del potere mediatico della destra conservatrice. Inoltre, crediamo necessario generare un momento di confronto su alcune delle questioni che l’esperienza dell’ALBA pone ai movimenti, alle organizzazioni, a tutti e tutte quelle che lottano per la costruzione di un mondo più giusto.

30/3/14
LA RIVOLTA DI GEZI PARK Difendere il parco, per difendere noi stessi.

Coordina e introduce Nung

Interverranno:

_-Lea Nocera – Tra gli autori del libro “Gezi Park – Coordinate di una Rivolta”, Docente di Lingua e Letteratura Turca presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale

-Valerio Renzi Giornalista/Blogger presso Dinamopress

Proiezione della video intervista-testimonianza dalla Turchia di Serena Tarabini

-Proiezione del video http://www.worldpressphoto.org/multimedia-gallery/2014/witnessing-gezi
vincitore del il 1° premio come online feature del World Press Photo

 

Come si spiegano centinaia di migliaia di persone per le strade e settimane di rivolte, per un parco ed un centro commerciale? Con anni di oppressione e repressione. La rivolta di Gezi Park è stata una delle espressioni più caratterizzanti della cosiddetta “primavera araba”, dove la minaccia di distruzione di una delle poche e significative aree verdi di Istanbul, per far spazio ad un altro centro commerciale, ha riacceso il sentimento di rivalsa della popolazione Turca. La tranquilla e apparentemente quieta Turchia di Erdoğan ha mostrato al mondo i suoi sentimenti e le sue contraddizioni con scontri e barricate, lì dove le limitazioni e i divieti calavano silenziosamente su una popolazione che alla fine, ha presentato il conto. La naturalità con cui i cittadini di Istanbul sono scesi in piazza per impedire l’ennesima colata di cemento nel loro territorio e la brutale repressione con cui il governo a provato a sedare i manifestanti, ha innescato un dissenso in tutto il paese che non parlava solo di un parco ma di un sentimento di malessere covato negli anni dal popolo turco e che si è espresso in tutta la sua dirompenza in quelle settimane. Il libro si autodefinisce “cassetta degli attrezzi per ricostruire  quanto successo per le strade di Istanbul” ma, in realtà, è assai di  più. Ciò che ci interessa è un’analisi di questa ribellione nata dal basso, nei vicoli e nelle piazze delle città, come risposta a certe scelte politiche di speculazione, deleterie per i territori e che ci legano alle realtà di altre zone del mondo.
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